Benvenuto!

Questo blog nasce dalla possibilità di poter condividere la propria passione, esperienza e professionalità per tutte quelle che sono le discipline complementari (Naturopatia, Fitoterapia, Omeopatia, Medicina Tradizionale Cinese, Ayurveda, etc.) insieme a tutti coloro professionisti e non che considerano tali discipline non una "alternativa", ma una reale possibilità d'integrazione alla "medicina tradizionale allopatica" al fine di poter migliorare il proprio benessere e non curare patologie con improbabili sistemi fai da te, senza l'aiuto del medico o di un operatore professionista.

Tutti siete i benvenuti!

"La natura nell'uomo, l'uomo nella natura." (dr. M.C.)

giovedì 10 febbraio 2011

La Medicina è una sola!

Quante volte mi sono dovuto imbattere in questa espressione? Tante! E non mi sono ancora abituato a sentirla pronunciare!
Cari lettori, dopo una serie di articoli pubblicati ed estratti da varie fonti, permettetemi una provocazione:

se la medicina è una sola, la salute che cos'è?

La mia idea di salute è molto semplice: benessere! Sì esatto, benessere!
Stare bene con tutto ciò che ci circonda (lavoro, famiglia, amici, impegni, routine, etc): prendere il tram, l'autobus, la metropolitana senza "soffrirne", vedere la televisione senza "soffrirne", passeggiare per le vie della propria città senza "soffrire", ascoltare la musica senza "soffrire", andare al cinema senza "soffrire", stare seduti al ristorante o al bar senza "soffrire".... il quotidiano senza la presenza di una minaccia subdola, continua ed invisibile che è la "sofferenza". 
Benessere senza "soffrire", tanti piccoli, inconsci, impercettibili microtraumi che ci procuriamo senza neanche accorgerne. 
Se la salute è l'assenza dei sintomi, il benessere è l'assenza del "soffrire".
Certo è esagerato ne sono consapevole, ma voi quanto consapevoli siete del vostro stato non di salute, ma di benessere?
Se il vostro stato di benessere è alterato lo considerereste una malattia?
E se fosse considerato una malattia, che medicina  assumereste?
La non malattia è un'alterazione della propria percezione di benessere?

Attendo fiducioso che si scateni.....l'uragano...dei commenti.....

domenica 6 febbraio 2011

Fitoterapia

Dal Biancospino un aiuto contro il colesterolo


Il biancospino (Crataegus laevigata) è una pianta medicinale comunemente impiegata nel trattamento dell'insufficienza cardiaca, oltre che di disturbi psicosomatici. Per chiarire il meccanismo d'azione nella prevenzione cardiovascolare secondaria un team di ricercatori del dipartimento di Cardiologia dell'ospedale Arnau de Vilanova, di Valencia, Spain ha voluto misurare gli effetti degli estratti di C. laevigata su alcuni biomarker di coronaropatia (Chd). A questo scopo gli autori hanno pianificato uno studio in doppio cieco, controllato verso placebo, nel quale hanno reclutato 49 pazienti diabetici con Chd cronica, randomizzati a ricevere per 6 mesi capsule contenenti una preparazione di fiori e foglie micronizzate di biancospino (400mg 3 volte al dì) o placebo, in aggiunta alle terapie convenzionali già in corso. Al basale, dopo un mese e al termine dello studio i ricercatori hanno misurato i seguenti parametri plasmatici: conta cellulare, profilo lipidico, proteina C-reattiva, elastasi neutrofila (leucocitaria) e malondialdeide. È risultata una significativa riduzione della elastasi e un marcato calo di colesterolo totale, colesterolo LDL e non-HDL, interessante dato che i pazienti erano già in terapia standard (in genere statine) ipocolesterolemizzante. Gli autori non escludono una possibile interazione dell'estratto di biancospino con le statine, da confermare però in un campione più ampio di soggetti. (E.L.) 

Phytomedicine 2011 Jan 15. [Epub ahead of print]


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(tratto da: Farmacista33 del 31 gennaio 2011

martedì 1 febbraio 2011

MEDICINA COMPLEMENTARE

Yoga e naturopatia controllano l'ipertensione

Tre settimane di trattamenti concomitanti: cure naturali, pratiche yoga, dieta ipocalorica e iposodica, su 104 soggetti ipertesi già in trattamento farmacologico con antipertensivi. Questa la sfida di uno studio indiano, che ha poi misurato diversi parametri clinici connessi alla pressione arteriosa all'inizio e al termine dell'intervento e poi ogni 3 mesi per un anno. Al basale tutti i partecipanti assumevano un farmaco antipertensivo ma solo per 40 i valori pressori erano sotto controllo; tre settimane più tardi quasi tutti (97) avevano raggiunto un buon controllo pressorio e addirittura 53 avevano potuto sospendere il farmaco. Merito anche della dieta che ha indotto un calo ponderale medio di 5,3 kg e una significativa riduzione di colesterolo totale, trigliceridi e colesterolo Ldl. Non tutti i pazienti hanno completato il follow up, tuttavia 12 mesi più tardi 14 soggetti ancora facevano a meno della terapia farmacologica. I soggetti arruolati soffrivano d'ipertensione lieve o moderata, tuttavia, visti i risultati, è probabile che questa categoria di pazienti possa beneficiare degli interventi complementari qui testati ancora prima di intraprendere una terapia farmacologica. (E.L.)

Complement Ther Clin Pract. 2011 Feb;17(1):9-12



(tratto da Farmacista33 del 1 febbraio 2011)